Toccare il cielo con il mito


“Toccare il cielo con il mito” è un’opera narrativa di astronomia osservativa del cielo boreale, scritta da Vittorio Arnò ed edita da Escursioni Ciprea, gennaio 2026.

Leggendo il cielo notturno attraverso miti e narrazioni ancestrali, scopriremo verità che forse non avremmo mai immaginato e che nulla è davvero come sembra: le favole non sono nate per i bambini, spazio e tempo non sono ciò che crediamo e il nostro segno zodiacale non è esattamente quello che pensiamo. Cosa c’entrano queste idee con l’universo infinito e le sue stelle? Ebbene, vi sembrerà incredibile, ma c’entrano più di quanto possiate immaginare!


PREFAZIONE

 

L’ispirazione per la stesura di questo libro la devo a tre elementi fondamentali: in primis l’insistenza dei miei clienti, che da anni mi incoraggiano a scriverlo; in secondo luogo il magnifico cielo della mia isola, Ustica; e infine il mio lavoro.

In queste pagine troverete la descrizione di tutte le costellazioni tolemaiche del cielo boreale, sia dal punto di vista scientifico sia da quello leggendario e mitologico. Le tradizioni mitiche legate agli asterismi sono numerosissime: per ciascuna costellazione ne esistono molte varianti. Ho scelto di riportare soltanto quelle narrazioni che, unite tra loro, offrono una lettura omogenea dell’intero cielo boreale, facilitando così la memorizzazione delle posizioni delle stelle e degli asterismi. Per completezza, ho ritenuto opportuno includere anche tutte le costellazioni moderne e le costellazioni australi visibili dal nostro emisfero.

Credo che l’umanità intera concordi sul fatto che il cielo stellato sia affascinante, ispiratore di misteri e di poesia, capace di generare parole che influenzano persino i nostri sentimenti. Un esempio significativo è il lemma “desiderio”, composto dalle parole latine de e sidus (plurale sidera). “De” è una particella privativa, mentre “sidus” significa “stella”: “desiderio” vuol dire dunque “condizione in cui le stelle sono assenti”. Era anche un augurio benevolo usato dagli antichi Romani quando, all’alba, era tempo di rimettersi in viaggio. Da quell’augurio deriva il nostro “desiderio”: smettiamo di guardare le stelle e mettiamoci in cammino per raggiungerle.

Questo concetto rivela quanto le stelle siano importanti, perché immaginare una condizione in cui esse mancano suscita un senso di tristezza profonda, mentre l’idea di raggiungerle accende sogni e aspirazioni.

Ho voluto riportare questo esempio per esaltare la loro importanza oltre l’aspetto scientifico, mostrando le stelle in tutte le loro sfaccettature.

Vorrei esordire dicendo che è emozionante sapere che, ogni volta che osserviamo il firmamento, decifrando i suoi asterismi, compiamo letteralmente un viaggio nella storia più ancestrale dell’umanità. Il cielo è stato utilizzato come un grande libro in cui i popoli più antichi hanno scritto le loro storie, molto prima che una penna d’oca si intingesse in un calamaio o che uno scalpello incidesse la roccia, allo scopo di tramandare le loro vicende ai posteri. Quelle narrazioni sono giunte fino a noi — talvolta modificate o ridotte — attraverso miti, leggende, fiabe, favole, simboli, aneddoti e racconti. Un patrimonio affascinante per chi ha sete di conoscenza delle radici più profonde della nostra civiltà.

Attraverso le stelle scopriremo realtà che forse non avremmo mai immaginato. Che pensereste se vi dicessi che le favole non sono nate per i bambini, e che spazio e tempo, così come li immaginiamo, in fondo non esistono davvero e che il nostro segno zodiacale non è esattamente quello che pensiamo. Probabilmente vi chiedereste: cosa c’entrano queste idee con l’universo infinito e le sue stelle?

Ebbene, vi sembrerà incredibile, ma c’entrano più di quanto possiate immaginare!


Libro: Toccare il cielo con il mito

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